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mercoledì 16 novembre 2011

incontri ravvicinati del Comenius tipo

Dopo quasi due mesi di Comenius trascorsi senza praticamente uscire da Alès e affidando gran parte della mia vita sociale... a internet, lo scorso venerdì ho finalmente deciso di compiere il grande passo...

Sotto gli auspici del giorno più palindromo di tutti - 11.11.11- mi sono diretta alla stazione: destinazione Nimes.

E qui che, sullo sfondo assai scenografico delle Arènes, il virtuale è finalmente diventato reale, e ha preso le sembianze di Lorenzo.
Meglio conosciuto come Razdepaz, Lorenzo è come me abruzzese, nonché assiduo frequentatore del gruppo facebook "Assistenti Italiani Comenius", dove ci siamo conosciuti.

Lorenzo e una che non conosco e rovina tutte le mie foto.

Lorenzo mi ha quindi presentato Chicca, Antonella, Giusy, simpatica delegazione avignonese di assistenti miur (e affini).

da sinistra a destra: Antonella, Chicca, la solita che rovina le mie foto, Giusy e Vassia

Con loro e con Vassia, la mia amica greca stagista al comune di Alès (a destra nella foto in alto), ho trascorso la giornata più allegra e spensierata da quando sono qui in Francia!
A pranzo siamo stati in un ristorante libanese, dove il proprietario ci ha trattati da ospiti speciali. A un certo punto si è perfino voluto fare una foto con noi!

Al ristorante libanese, prima di avventarci sul delizioso - e pesantissimo - piatto di vitello e verdure.
arredo urbano animato

arredo urbano sconcertato

Le nostre facce felici-a-tratti-idioti (sopprattutto la mia!) nelle foto parlano da sé: cibo buono, chiacchiere e ottima compagnia... basta veramente poco per sentirsi bene!
Grazie tante per i bei momenti trascorsi insieme, e spero di replicare presto a Avignone!

domenica 2 ottobre 2011

Casa salata casa...


 lavanderia a gettoni nel centro di Alès

I panni sporchi, si sa, si lavano in famiglia. In mancanza di famiglia e/o di lavatrice, una lavanderia a gettoni farà al caso vostro.

Nel corso dei miei soggiorni all’estero, tra l’Erasmus Wolverhampton e gli otto mesi a Toronto, avendo accumulato, mio malgrado, una discreta esperienza di lavanderie pubbliche, posso assicurarvi che sono un vero strazio. 
Oltre ad avere prezzi salati, spesso e volentieri sono affollate e ti tocca aspettare che si liberi una lavatrice. Se poi ci si dimentica di portarsi qualcosa da leggere durante il lavaggio e si decide di andare a fare un giro per ingannare l’attesa, è indispensabile calcolare bene i tempi del ritorno: il rischio è di ritrovarsi mutande e calzini gentilmente ammucchiati da qualche sconosciuto sul piano d’appoggio di una lavatrice, il cui stato di pulizia è quantomeno dubbio.

La biancheria che ho trovato nella mia residenza quando sono arrivata a Alès, lasciata con ogni probabilità da un precedente inquilino, ha dovuto aspettare ben due settimane prima che trovassi il tempo/coraggio/voglia di portarla nella lavanderia pubblica più “vicina”, a due chilometri da casa, per un bagnetto purificante, a 90°C.
Con solo 7.40€ per il lavaggio e 1€ ogni 10 minuti per l'asciugatura, lenzuola, asciugamani e coperte sono ora puliti e asciutti. Le tasche anche.


In ogni caso, sono contenta che, finalmente pulito, profumato e riorganizzato, il mio appartamentino a Bellevue cominci ad assumere effettivamente le sembianze di uno spazio abitato… da esseri umani!

angolo cottura prima...
... e dopo la cura










"Tipici acquisti di un'italiana all'estero" by Sara Liuxde
in principio era il casino...


lo studio-sala da pranzo

il soggiorno-camera da letto

Ho anche applicato alcuni adesivi floreali alle finestre e allo specchio del bagno, e devo dire che l'effetto finale non è niente male.


Fiori e panni, Sara Di Pietrantonio. Adesivo su vetro, cotone su stendino. Alès, 2011.




insetti in bagno... brrrrr 



Per sentire ancora di più l’atmosfera accogliente di casa, domenica scorsa mi sono cimentata ai fornelli (o meglio, alle piastre elettriche) nella preparazione di un manicaretto: la ratatouille!




nuovelle cuisine: sale alle verdure


Stava procedendo tutto per il meglio: il soffritto di cipolla sprigionava quel suo aroma che fa tanto “buona cucina”, la verdura friggeva al punto giusto, mi sentivo una novella Julie Powell mentre pensavo già a come avrei raccontato questa ricetta sul blog, quando a un certo punto, assorta nelle mie fantasie, non mi accorgo che il coperchio del barattolino del sale si sta aprendo!!! Niente da fare: il sale finisce per metà nella padella! Inutile cercare di eliminarlo... non ci sono riuscita del tutto...


Ho accompagnato questo “piatto” con la Brandade di Nimes. La brandade è un… uhmm… intruglio!, fatto con baccalà e altri ingredienti nuotanti non identificati, ridotti in poltiglia e spalmabili sul pane tostato. Insomma, di male in peggio...


Specialità gastronomiche di Nimes:
Brandade, fougasse e un tipo biscotti croccanti
alle mandorle di cui mi sfugge il nome.



Ormai è chiaro che la prossima volta, per sentirmi a casa, la ricetta sarà una sola: pizza! ;)


la faccia felice di Sara davanti in una pizzeria italiana a Nimes